AVVISO IMPORTANTE
È con grande gioia che finalmente siamo riusciti a dare una veste più moderna al nostro sito in relazione alla pubblicazione degli eventi da noi organizzati. pertanto vi invito a consultare questo nuovo link: https://www.montegrappa.net/2023/ che diventerà anche la nostra home page di riferimento. L'accesso a questo sito web rimarrà sempre disponibile in quanto la grande quantità di materiale qui pubblicata, soprattutto la parte che riguarda la storia per il nostro Massiccio del Grappa è molto importante e non vogliamo venga persa. In futuro potrete sempre accedere tranquillamente anche da nuovo sito direttamente su questo vecchio portale.
Il vecchio portale non verrà più aggiornato, ma verrà riorganizzato nei mesi a venire per non disperdere i frutti del lavoro di più di vent'anni di attività.
Vi ringraziamo della vostra costante presenza e fruizione di questo sito, importante riferimento del Massiccio del Grappa.
La posizione geografica del monte Grappa e di tutto il versante meridionale del massiccio, a ridosso della pianura veneta fa di esso un'area particolarmente ricca, sia dal punto di vista floristico, sia da quello vegetazionale. Infatti, le condizioni climatiche derivanti dalla sua ubicazione hanno favorito l'integrazione della vegetazione di macchia arbustiva, tipica delle zone mediterranee, con le formazioni boreali montane che occupano spazi relativamente ristretti nei quali troviamo boschi a prevalenza di conifere e arbusteti subalpini, propri delle zone lungamente innevate.
In corrispondenza degli aspri costoni delle valli laterali, in particolare di quella del Brenta, si sono diffuse piante capaci di tollerare lunghi periodi di aridità e forti escursioni termiche, provenienti dalle zone più continentali dell'est europeo e dalla Siberia.
UN'OASI NATURALE A DUE PASSI DA BASSANO
La mia passione per la natura mi ha portato, nel 1972, all'età di soli 12 anni, a raccogliere, conservare e classificare coleotteri e farfalle.
Ricordo nelle estati di quei primi anni 70, le mie escursioni in bicicletta nelle colline vicino Bassano, per cercare quelle piccole creature.
A scuola trasmisi il mio interesse a un compagno e con lui condivisi le mie scoperte.
Qualche anno fa, osservando lo schedario della mia collezione, lessi della cattura di un coleottero alpino
( cioè che predilige stazioni climatiche di quota ) fatta dal sottoscritto a Cismon del Grappa nel lontano 1976.
Questa cattura mi incuriosì e corsi a leggere sui vari libri scientifici della mia libreria se questo insetto frequentasse anche stazioni di bassa quota ( ricordo che Cismon del Grappa è sito a soli 190 metri sul livello del mare e non è quindi una zona alpina ), non trovai alcun riscontro.
LE GALLERIE DI GUERRA DEL COL CAMPEGGIA (M. Grappa )
• La loro fauna - di Danzi Fabio –
La mia passione per l'entomologia, scienza che studia gli insetti, mi ha portato, negli ultimi sei anni, a raccogliere coleotteri sempre più minuti.
Molti di questi insettini si raccolgono sul terreno, tra i detriti vegetali o sotto terra. Essi vivono nelle micro cavità del suolo e si catturano con tecniche di caccia particolari.
Questo ambiente, studiato per la prima volta da ricercatori francesi all'inizio degli anni ottanta dell' ottocento, si trova a una profondità che varia da poche decine di centimetri fino a qualche metro e in molti casi può comunicare con cavità quali, grotte naturali o gallerie artificiali costruite dall'uomo.
ABIENTI A RISCHIO DI SCOMPARSA SUL MASSICCIO MONTE GRAPPA
Con il termine “piccole acque” s'indicano bacini di ridotte dimensioni che non sono ne laghi, nè estese zone umide costiere. Essi possono essere naturali o artificiali creati dall'uomo. Caratteristiche comuni a questi biotopi sono: l'esigua profondità la staticità dell'acqua, non essendo questa mossa da corrente alcuna la temperatura che durante il giorno presenta, a causa dell'esiguità della profondità del bacino, notevoli sbalzi termici mancanza di stratificazione termica. Infatti dalla superficie al fondo non si registrano forti differenze di temperatura la torbidità.
LE EX RISARE DI SEMONZETTO
La zona delle ex risare (risaie) di Semonzetto si trova a meridione di Semonzo, comune di Borso del Grappa (TV).
Occupa una superficie di circa 40.000 metri quadrati , in prevalenza pianeggiante, cosparsa di piccole colline e con altitudine che varia da 160 a 180 metri sul livello del mare.
L'area in esame presenta pozze d'acqua sorgiva, alcune delle quali di recente, sono state coperte dall'uomo, al fine di poter praticare l'agricoltura. La zona presenta prati umidi che sono regolarmente falciati mentre nelle colline si allevano i bovini.
CENTRO di EDUCAZIONE AMBIENTALE - CENTRO VISITE " Loris Orsato"
CITTA' DEGLI AIRONI di PEDEROBBA
La Garzaia di Pederobba sita sul fiume Piave ai piedi del M. Grappa è considerata importante a livello europeo per l'avifauna e la biodiversità. Meglio conosciuta come Città degli Aironi" è dotata di un atrezzato sentiero naturalistico, ed è un buon riferimento per i turisti del M.Grappa nei momenti di riposo dagli sport proposti. Interessante anche il centro di Educazione ambientale, centro visite sito presso la stazione di Pederobba. Le 2 strutture sono gestite dalla LIPU per conto
dell'Amministrazione comunale di Pederobba.
UN'OASI XEROTERMICA ALLE PENDICI DEL MONTE GRAPPA: appunti faunistici e floristici.
Il Pliocene, iniziato circa 5 milioni di anni fa e durato circa 3 milioni d'anni, il clima, dapprima caldo – umido, ha dato luogo al clima mediterraneo e verso la fine del periodo, alla prima grande glaciazione, il Biberg. L'Europa e anche l'Italia sono oramai costituite. Nel Pliocene si susseguirono periodi glaciali e interglaciali, durante i quali avveniva un riscaldamento parziale del clima. Al ritirarsi dei ghiacci corrispondeva la diffusione in Italia e in Europa di specie animali e vegetali di climi freddi o caldi. Le prime colonizzavano le alte cime, libere dal ghiaccio (massicci di rifugio) le seconde s'insediavano a meridione delle calotte ghiacciate, ove il clima era molto più favorevole. Il miglioramento climatico in Europa, ma soprattutto nella nostra penisola, iniziò circa 18000 anni fa quando regredì la betulla lasciando il posto alle conifere. In meno di 10000 anni i boschi misti di decidue prevarranno in tutta Europa.
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